
L'illustre clusonese Pietro Fanzago, matematico e meccanico, morì a Clusone il 3 Gennaio 1589, lasciando due figli, Antonio Marino e Ventura, ambedue continuatori della tradizione artistica del padre. Pietro Fanzago, nel 1575, scriveva alla Comunità: «Desideroso di non tener nascosto il talento che mi ha dato il Signore Iddio...
L'illustre clusonese Pietro Fanzago, matematico e meccanico, morì a Clusone il 3 Gennaio 1589, lasciando due figli, Antonio Marino e Ventura, ambedue continuatori della tradizione artistica del padre. Pietro Fanzago, nel 1575, scriveva alla Comunità: «Desideroso di non tener nascosto il talento che mi ha dato il Signore Iddio... sono in grado di realizzare anche a Clusone un grande Orologio Planetario capace di scandire i rintocchi del tempo e di elevare il prestigio di una «Magnifica Comunità» che già da secoli è punto di riferimento per l'intera Valle Seriana.» Fu proprio in seguito a quella proposta che, intorno al 1580, l'alloro Consiglio di Valle (Podestà Francesco Donato) deliberò di porre sulla Torre Civica il grande Orologio. Quella che dovette sembrare allora una grande avventura tecnologica veniva realizzata e messa in opera solo pochi anni dopo, e precisamente nel 1583. A 400 anni dalla morte del Fanzago, Clusone ha colto l'occasione per ricordare il famoso concittadino, non certo con clamorosi festeggiamenti ma piuttosto con una sincera dimostrazione di gratitudine. Pietro Fanzago, oltre ad avere costruito l'Orologio Planetario di Clusone, fu anche valente fonditore di metalli. Esercitò l'arte del fonditore dimostrando spiccato gusto per il disegno e squisita sensibilità per la composizione ornamentale. La fama di Pietro era giunta fino a Venezia e si pensò a lui per porre rimedio ad alcuni guasti del Grande Orologio di Venezia. Il Senato Veneto si rivolse a lui anche per tentare di risolvere l'annoso problema della pulitura del fango della laguna e dei canali della Città.
Il Fanzago non deluse le speranze: la macchina che progettò «II Cavafanghi», non era altro che l'antenata delle odierne draghe, in tutto simile ad esse. La notorietà di Pietro Fanzago e la sua particolarissima attività certamente devono aver de stato la fantasia dei buoni valligiani perché più di una leggenda, che lo riguardava, sorse nella Valle. Infatti si raccontava, con stupore, che il Fanzago aveva costruito una colomba che, caricando una molla, si metteva a volare... Clusone, «Città d'Arte», è particolarmente orgogliosa di questa famiglia Fanzago, vera e propria fucina di uomini di scienza e di cultura, tra i quali si ritrovano diplomatici, letterati, medici, artisti, meccanici, famosi fonditori di metalli, architetti ed ingegneri.